Entrare nel merito della psicologia dei nostri ufficiali è senz’altro argomento di dissertazioni di “scienza del comportamento”, degne quanto le più famose e argomentate teorie di Freud sul sogno: “La passerina è tutto!!”. Non passa di certo inosservato lo sforzo psichico e a volte fisico che i nostri comandanti a volte profondono per atteggiarsi a superuomini senza macchia e senza paura. Una vera trasformazione da Dr. Jackill & Mr. Hyde che gli induce a plasmare la propria indole da paciosa e disponibile a spietata e sanguinaria: delle vere e proprie macchine mangia allievi. Di certo conservano nei rari momenti di lucidità qualche sprazzo di umanità, attimi che ci hanno consentito di scoprirne i loro lati positivi e stimarli come uomini e ufficiali... ma questa spietata e cinica carrellata vuole metterne in evidenza solo i peggiori ... “...nui chiniam la testa al Massimo Fattor che volle in lui dell’immortal suo spiro più vasta orma stampar.... ai posteri l’ardua sentenza!”.
Pensare al nostro Cap. ed indicarne in chiave ironica le sue caratteristiche è un arduo compito. Si tratta di una vera e propria macchietta... , una sorta di “Pierino la peste”. Dotato di tonalità vocale inversamente proporzionale alla massa corporea si fa comunque sentire in ogni occasione. Abilissimo stratega ha già vinto numerosissime battaglie (a Risiko) mostrando sempre molto rispetto per i suoi avversari (se perde gli spara). Amante del buon vino ha una cantina ben fornita che porta con se in ogni uscita (lista dei vini e sommelier compresi). Le sue colazioni sono a base di merendine (“Lorenzini, D.. C..., dove cazzo è il mio Buondì Motta al ciccolato”). Sempre calmo riflessivo e pacato manifestava queste sue peculiarità soprattutto negli ultimi minuti prima di ogni uscita nel caricare i mezzi. Resteranno mitici i suoi incontri con Madre Natura... “Attenti al rospo”, “dove cazzo vai farfallina?” “ma sarà un falco o un’aquila? Spariamogli che così vediamo” “ dove cazzo è quel cinghiale che devo scaricare il FAL?” “ conduttore frena che se investi quel topo ti punisco...” “bella quella volpe, carina,... le spariamo?” “dove vai cucciolo di ramarro, dove vai? Vieni qua... tanto muori” “Dov’è che sono le bestie camosce?” “adesso vado a cercare qualche bel ...minerale di merda!”
Appassionato di arte cubista e arredamento d’interni (la sua passione sono gli armadi), viene annoverato tra gli oratori più succinti della storia. Soffre di reazioni cutanee da sfregamento (solo se toccato da qualche AUC) è per questo viene detto ‘the untouchable’ oppure ‘Lo romano de Roma’. Il monello, quello che si incazza coi camionisti che suonano passando da Pollein e gli risponde pure ‘ma va a fischià in mezzo alle cosce di tua moglie che c’è traffico!!!!’. Classico elemento da stadio romano lo abbiamo ricevuto come ten. a metà corso e dopo qualche finta iniziale si è subito capito con chi avevamo a che fare. E’ sempre allegro tranne quando perde la Roma. Ne sa qualcosa l’AUC XXXXX che ha avuto l’onere-onore di portargli la Gazzetta dello Sport dopo Roma-Juve alle 7 di mattino. E’ entrato col giornale ed è uscito con un bagaglio di insulti mai sentiti e con un orecchio più lungo dell’altro. Ha un particolare stile per comandare la compagnia ed è incredibile come riesca sempre a sparire alle ore 16:29’59”,qualsiasi cosa stia facendo. Il suo motto è : “non stemo a fossilizzarse sulle solite librette, andemo e se inventemo qualcosa al momento” E’ un appassionato del MENUVRRE anche se nessuno ha il coraggio di dirgli che si dice MENOUVE.
“Io vi faccio trovare eterno” alla fine sta trovando lungo più di noi. Carismatico umorista non potendo fare a meno di ridere delle disgrazie altrui ha trovato qualche difficoltà a ridere con un cerottone sui baffi.... grande appassionato di Basket è un vero specialista delle bombe da tre punti (...o cinque!). Prima di andarsene lanciava per l’ultima volta l’urlo di guerra: ‘MONGOLIIII!!!!!!’. Un eroe.
Eccelso interprete del “Military way of life” il nostro piccolo Rambo è ricordato anche per l’incredibile mimica facciale e la stragettonata : “Chi è lei!?!....Cazzo!”. Si dice che il vettovagliamento che compone la razione Kappa sia stato preparato su suoi progetti e che l’uso massiccio di creme mimetiche porti ad una naturale epilazione dei peli cutanei.
Una lezione di vita per tutti quegli ufficiali che non sanno fare altro che dire “stia punito!”. Ma la cosa che più ci è rimasta nel cuore è quella sua incredibile espressione da Mister Magoo (il vecchietto cieco) e quel suo ondeggiare di tacco punta stando sull’attenti.... siamo commossi.
Logorroico e spumeggiante capo plotone dei mortaisti si contraddistingue per la plasticità dei suoi movimenti, tanto che per lui vige il soprannome di “soldatino Playmobil”. Il suo passo felpato emerge durante tutte le marce imponendo cadenze d’altri tempi alla Bartali. Il suo pizzo virile si staglia su una mascella volitiva contornata da due spalle apollinee degne di una scultura michelangiolesca.
Dosso 4 Tango è stato il più imboscato di tutti gli ufficiali, vuoi per la sua naturale predisposizione a questa centenaria disciplina, vuoi per le sue vantaggiose dimensioni fisiche.... è l’unico Ufficiale che si è sempre portato al seguito, legata al cinturone, la sciabola, ...anche nelle uscite tipo “Pollein” (però qualcuno sostiene che fosse un coltello).
E’ senz’altro il più lunatico di tutti i nostri ufficiali. Passava dalle giornate pista ad incredibili giornate svacco. Tant’è che si mormora che in verità il suo pizzo sia finto e questi incredibili sbalzi d’umore siano dovuti al suo strano ciclo mestruale irregolare. Vedendolo in azione tornano lampanti alla mente le parole del Ten.Col. Bonato riferite al Comandante di Plotone: “L’Ufficiale deve improntare la sua azione a calma continua e sicurezza; deve sapere dominare l’ansia, il timore, il nervosismo e gli stati emotivi in generale”. Puttana troia bastarda..... più evidente di così non so...!! Ufficiale e pistaiolo, si è subito presentato al plotone come quello che non c’era o se c’era non l’ha fatto. E’ noto per aver inventato particolari versioni del passo del fantasma (in ginocchio) e del gattino. E’ quello che riempiva di merda chi non superava il muro del pianto, salvo poi non farcela neanche lui dopo numerosi ridicoli tentativi davanti al plotone piegato in due e con le lacrime agli occhi. Dopo l’ultimo disperato tentativo esclamava: ’ora non ce la faccio ma vi accorgerete che a camminare sono forte.’ Si narra che venga inesorabilmente cazziato dal generale ogni volta che lo incontra per qualsiasi motivo (punito, anche da Sten, dopo un incontro di terzo tipo al di fuori della palestra). Quando monta di picchetto passa il tempo a far pista a tutta la Battisti. Se vedi allievi che fanno il censimento dei fili d’erba, blocchi di 80 persone che marciano per ore ed ore, 40 allievi puniti per barba non fatta al Menouve, se senti il fischio della sirena da 110 db puoi essere certo che c’è in giro Zampa più scatenato che mai. Di positivo ha che si interessa di tutto e di tutti e che quando è allegro sa far divertire.
E’ il turco della compagnia (nel senso che fuma come un turco). Lo contraddistinguono le sue passioni per la fotografia (in particolare i primi piani al Cap Ceragno) e per i ristoranti (li conosce tutti in Val d’Aosta... e si vede!!). Memore delle sue reazioni fisiche pista subite da allievo ha improntato i suoi ordini di servizio cercando di sprecare meno inchiostro possibile. Stimato per i suoi feroci contrappelli (≈ 3 primi) è protagonista di leggende metropolitane ove si narra essere stato capace di fumare una stecca di sigarette in 2 h prima degli accertamenti di educazione fisica.
Si è distinto tra tutti per il suo originalissimo metodo per incitare le masse. Il suo “correre, correre, correre” è divenuto un ‘leit motiv’ talmente fastidioso da suscitare ansia ed angoscia negli animi di chi si trovava ad ascoltarlo. Con il pizzo alla Hulk Hoogan il suo fascino militare è senz’altro aumentato, ma a noi resta cara l’efficacissima descrizione coniata per lui dal “mitico” (Lorenzetti N.d.R.): “Con riferimento punta del naso dello Sten Cortinovis ore 4 6°° ...... PARIGI!!”.
Caratteristica saliente dello Sten Alessio è senz’altro la sua camminata impettita e a pugni stretti, tanto che è servita a fargli valere il soprannome di Sig.na Rottermaier. Indimenticabili saranno le sue sfuriate senza senso con i fili di bava bianca ai lati della bocca tipiche del Senatùr e i suoi discorsi sul senso di una “Compagnia”. Vedremo di sostituire dalle drop le spille della 1° Compagnia con delle più appropriate spille di complesso minore... (come suggerito dall’AUC Rinaldi Matteo!).
E’ senz’altro l’ufficiale più “fratello di tutti”, pronto alla battuta e allo scherzo. Restano mitici i suoi ordini al 3° Plotone, ordini come il “fissi!” dopo un “obliquo” e gli ordini su riposo. Una domanda comunque continua ad assillarci: ma perché con una morosa carina come la sua ha voluto a tutti i costi vedere la foto delle nostre?
Amante di auto d’epoca e “rottam-art” possiede un vero cimelio che conserva con cura scrupolosa. “Faccia d’angelo” si riconosce subito anche a orecchio per la sua particolarissima inflessione che contraddistingue la sua lettera “O” (pöi); tale caratteristica viene definita scientificamente come “bocca alvo-gallinae”.
Lo Sten Francardi, detto lo Sherpa, è dotato di caratteristiche non comuni: la precisione ritmica quasi svizzera durante le marce e il suo concetto di stima delle distanze fanno di lui un fuoriclasse del genere. Sostanzialmente si è venuti a scoprire che l’OP n° 28 è una sua creazione e infatti lui ne è il massimo interprete. Stimato mortaista è un infallibile osservatore. La sua correzione più riuscita è ‘l’accorciate DUGENTO’ su cambio di obiettivo che gli ha consentito, unico al mondo, di ‘netrualizzare’ (Cugurra docet!) con un sol colpo la postazione nemica.
Lo Sten Brogliatti si contraddistingue per l’espressione facciale pressoché piatta (dovuta al mono sopracciglio ad arcata unica e lineare). I suoi ordini vengono eseguiti pressoché ad intuito vista la scarsa sillabazione dei suoi versi gutturali e cavernosi.
AUC AlviseCecchini