Scuola Militare Alpina

164° Corso Allievi Ufficiali di Complemento

Camerata 2

La potente e speditiva

Il Morto A.U.C. Flavio Forabosco
A.U.C. Paolo Pavan A.U.C. Federico Amendola
A.U.C. Marco Sossai A.U.C. Simone Perin
A.U.C. Gabriele Orlando A.U.C. Alessio Cavalli

Allievi Ufficiali di Complemento

Gabriele Orlando (Gay)

Nacque qualche tempo fa in una caserma di parà, dopo 21 giorni di block e sblock, poco prima di lanciarsi, fu mandato a Osta, da noi che "arditi dalle cime ci lanciamo". Non perse tempo per mostrare le sue doti fisiche, arrivò "uno" nella corsa e siccome chi non ha testa ha gambe e viceversa, venne promosso da ex militare a portatore MG. Nei momenti più tristi e difficili (contrappelli, ecc...) aiutato anche da agenti esterni riusciva sempre a riderci sopra. Ebbe un periodo di crisi da astinenza sessuale, semplicemente chiedeva a tutti un rapporto orale ("fammi un bocchino"). Ormai superato da tutti gli altri kompagni slavi perdeva quasi tutte le speranze di tornare alla madre Russia e all'amata Vacilesburgo. Dopo aver conosciuto il M.llo Migliorini rimase così affascinato che cominciò a parlare come lui, raccontando aneddoti indecifrabili che sempre terminavano con un “Vogliamo muoverci”. Interminbilile dormite dopo le uscite esterne, riuscì a battere il record dormendo dalle 18.00 del venerdì sera alle 07.30 del sabato mattina. Il suo motto: “ Sveglia Massella !”

Top
Marco Sossai

L'uomo che non detonava mai, ma che moriva sempre per i crampi. Le sue grida di battaglia "crampi, crampi". Una fredda mattina di metà ottobre, portatore RV3 per Clou-Neuf, riuscì a detonare sulla carraia della C. Battisti chiedendo il cambio per l'insostenibile peso affardellato. Tuttavia, dopo essere arrivato, nelle prove di smontaggio e rimontaggio veloce del FAL riuscì a stabilire il record imbattibile della compagnia: 1’46” (cinghiolo compreso). Durante il contrappello post-Albenga, colto da interminabili spasmi allo stomaco, fu scambiato per un extra-terrestre dopo che i suoi compagni gli avevano mimetizzato anche quella bella piazza che si ritrova in testa. Durante l'autunno comandante di pattuglia esplorante nei boschi davanti a Monte Torrette, gli fu chiesto di sillabare il messaggio SITREP. Allora lui con zelo comunicò "Del-ta Del-ta qui Ro-me-o pas-so...In-vi-o mes-sag-gio SI-TREP nu-me-ri-co u-no pas-so...". La domenica spariva negli alberghi di Aosta per dormire e recuperare le fatiche, ma soprattutto per leggere interminabili pile di pornossi. Suo padre lo ricorda nel piazzale delle adunate che pulisce il settore in tuta da ginnastica con la norvegese in testa.

Top
Paolo Pavan

Chi è Pavan l'aviatore? L'aviatore: la sua specialità. Chi è veramente lui! La frase mitica: morte al sindaco di Etabloz, morte alla moglie del sindaco di Eternot. Manie:

  1. Il cubo, squadrato e coperto. La maggior percentuale di richiami, rimproveri e ahimè punizioni sono dovute al suo cubo che oggi, dopo 5 mesi, ha raggiunto una forma geometrica a dir poco perfetta.
  2. Lo sclero: noi (camerata) non abbiamo mai sofferto il patema d'animo, l'ansia e lo stress ma da quando abbiamo conosciuto l'aviatore Papan purtroppo sì. Tutte le volte che non trova qualche cosa (fazzoletto, torcia, ecc.) ci mette in agitazione. Questo però succede solo quando viene chiamata adunata e tutti abbiamo un casino di cose da fare. A questo punto, quando tutti siamo indaffaratissimi sentiamo la mitica frase (morte alla moglie, figli e nipoti del sindaco ...) e sappiamo che qualcosa gli manca. Le imprecazioni da prima appena sillabate diventano sempre più impetuose, il tono aumenta la frequenza pure ed il battito dei nostri cuori diventa un tutt'uno con l'ansia del nostro caro amico. A questo punto pur di metterlo tranquillo lasciamo le nostre cose e ci buttiamo su di lui, apriamo l'armadietto, lo svuotiamo, gli rivoltiamo il letto fino a trovargli ciò che gli manca. Quando l’oggetto è stato ritrovato un sospiro di sollievo ci coglie tutti che rilassati e nuovamente tranquilli ritorniamo alle nostre attività.
  3. Donne: molte e delle gran fighe! (sarà vero?).
Note: ci mancherai; dedicato a Pavan Paolo da Forabosco Flavio.

Top
Flavio Forabosco

Altro elemento caratteristico è sicuramente il friulano (o meglio slavo) Forabbosco. Durante l'era Fiore si pensava potesse addirittura essere il capocorso, ma quando la potente ombra del Ten. Martini avvolse la prima CP, iniziò il suo declino che raggiunse il culmine con l'ispezione del suo armadietto. Ello aveva infatti appeso mutande, calzini, canottiere e ogni altra amenità varia all'interno dell'armadio perché asciugasse. Dopo un'intensa lezione ginnica, la sfiga volle che passasse di lì il Ten. Martini (che Dio lo abbia in gloria) e, vedendo il suddetto armadio trasalisse chiedendo spiegazioni. Il buon Forabbosco, non trovando al momento spiegazioni plausibili, esclamò: "mmmm...aaaa...beee...vede Tenente..." venendo punito per "presenza di insetti e animali selvatici nell'armadio". La leggenda vuole che dopo questa traumatica visione il Ten. Martini (che Dio lo riabbia in gloria) abbia preso 10 gg di ordinaria per riprendersi. Tornato dalla licenza, la sua prima preoccupazione fu quella di domandare se l'allievo Forabbosco avesse allineato e coperto le cimici e i topi nell'armadietto. Da allora in poi il buon slavo Forabbosco fu colpito da una malattia incurabile chiamata scazzo totale generale, guadagnandosi il soprannome di Foraimbosco, riuscendo a saltare l'attacco al Menouve e la fantomatica pattuglia da combattimento. A nostra parziale consolazione diceva che ci avrebbe pensato e incoraggiato con frasi del tipo: "coraggio, io rimango qui al caldo, ma in realtà soffro con voi!". Bè vaffanculo. Anche noi durante la pattuglia pensavamo a lui al caldo, ma non erano bei pensieri. Una nota su Foraimbosco: Ello non riusciva solo a imboscare se stesso, ma anche una forma di formaggio e un casco di banane nell'armadietto, oltre a tutti gli oggetti tipo bal, pattine, camion, treni, persone, etc. che trovava in camerata. Un'altra leggenda orlandesca racconta che l'ex-allievo Donazzolo non se ne sia andato ma sia stato imprigionato dal Forabbosco nel suo magico armadio.

Top
Federico Amendola

Sono le 16:19 del 18/11/96 e misto godendo, per quanto possibile, il meritato riposo della sentinella dopo una splendida nottata piovosa e una mattinata all'insegna dell'acqua e del freddo, mi trovo giulivo più che mai a fare il piantone alla carraia della Caserma Ramires. I turni sono di un'ora. Il mio va dalle 13:00 alle 14:00. Ora sono le 14:50, mi spiegate che cazzo ci faccio ancora qui come un pirla a girare, a cercare di far star sveglio il carraista, a sbattere il piede e a salutare alla tesa di un cappello che peserà 2 Kg di più dopo tutta l'acqua che ha assorbito? Magia del Capoposto. Tutto quello che mi passa per la mente ora è una serie interminabile di imprecazioni contro il sindaco di Etabloz, la sua dolce consorte e tutta la sua famiglia. Oltre tutto poco prima sono stato minacciato a morte dal Baffo Amendola, perché non avevo ancora scritto niente per questo maledetto Numero Unico. Ed ecco allora che nella mia mente si fanno strada pensieri di atroci torture e piste spropositate se non fossi riuscito a scrivere qualche cosa. Già, perché quando sei di guardia e non ti passa un cazzo non puoi fare a meno di pensare alle vicissitudini che hai passato (e che ti hanno fatto trovare eterno) e ai tuoi compagni di viaggio con i quali hai diviso, prima del pane, l'immenso guano. Il Baffo Amendola, per esempio, è l'elemento più caratteristico: più che un allievo, una pista; più che un sottotenente, un sovratenente; più che uno scassa balle, un rompicoglioni. Scherzi a parte è sicuramente l'elemento più valido della SMALP, riuscirebbe a fare pista persino al Ten Martini, di cui però costituisce il pupillo. E' vergognosamente privo di punizioni. CHE SCHIFO. Durante il corso ebbe solo un periodo di crisi che lo portò a soccombere al sonno durante un contrappello; svegliato di soprassalto al sopraggiungere dell’ufficiale si accorgeva di uno scarpone fuori posto ed eroicamente sfidando la consegna dell'assoluto silenzio durante il contrappello avvertiva i suoi fedeli compagni con la seguente frase: "C'scrp lì fri gxyzw". Sfortunatamente ciò creò il panico in camerata, soprattutto da parte dell'allievo Perin che nel tentativo di frenare il riso si appese all'armadio sconvolto da convulsioni di natura ilare. Riporto qui di seguito un esempio sulla sua natura prettamente pistologica: era il dì in cui il Baffo banfeggiava in cucina come NCC infierendo sugli allievi della seconda CP. Al mio ritorno da una pausa spaccio verso sera, incrociando due dei suddetti allievi, udii le testuali parole: "Cazzo, se viene nella nostra compagnia quello della prima che faceva l'NCC siamo fottuti". Probabilmente qualcuno ha già messo una bomba sulla sua macchina, ma così come riesce a schivare abilmente le punizioni, così riesce ad evitare gli attentati...o forse lo uccidono ogni volta e poi resuscita....ma questo è un altro discorso.

Top
Simone Perin

Mancavano sette giorni alla fine del corso (pochi). Eravamo già tutti in adunata sul fissi. Dopo un paio di minuti scendeva dalle scale un uomo dalla giovinezza passata ma non trascorsa. Ello portava in braccio una sinossi avvolta in una cartellina verde e dalla mano penzolava una norvegese a guisa di cera. Ell'uomo venne chiamato dal monatto Fiore che disse con voce marziale: "Perin...è già punito?". La sua risposta creò lo scalpore generale: "Signorno!". Era una delle poche volte che Perin poteva dire una cosa del genere: infatti grazie alla sua velocità e scaltrezza era riuscito a conquistare innumerevoli punizioni. E il monatto pure esso restò di stucco e non riuscì a reagire. Il buon melone, nonostante la sua incredibile lentezza, riuscì ad ottenere degli ottimi risultati negli studi e nello sport soprattutto nei secondi e terzi accertamenti in cui raggiunse la 69° posizione, gli fu assegnato perfino l'ambito fallo d'oro. Raggiunse l'ordine perfetto a sei giorni dalla fine quando riuscì a mettere lo zainetto tattico sotto la borsa valigia e a far traboccare i vestiti dall'armadietto. Ma l'episodio più drammatico della sua vita alla SMALP (Solo Merda A Lunghi Pezzi) fu quando si assentò in bagno per una decina di minuti e poi uscì sconvolto gridando: "Oooo, venite a vedere, venite presto!". Non si sa quanti riuscirono a vedere il frutto di quella ritirata, ma la leggenda dice che in quel giorno Perin riuscì a partorire uno stronzo di 80 cm e del diametro di 57 mm.

Top
Alessio Cavalli (Cavallo)

C'era un ragazzo che come Perin

Amava i Skiantos e i cori alpin

Girava ad Aosta, veniva da San Marin

Non era bello ma accanto a sé

Aveva mille MG

Cantava "i gelati sono buoni"

Ma ricevette una lettera

La ginevrina che lui amò

Si era trombata un altro

Stop con i Playboy

Stop con i Penthouse

Nel petto un cuore più non ha

Ma una strip A.U.C.

'Na sigaretta mi regalò

Era piegata anch'essa

Stop colle Marlboro

Stop con quelle morbide

Allo spaccio non ce n'è più

E fuma le MS

Top
Camerata2_Etroubles