Scuola Militare Alpina

164° Corso Allievi Ufficiali di Complemento

Camerata 10

Mortaisti imboscati

un motto soprattutto li distingue: “Volontari mai !!!”

Grido di guerra: “YAGLA !!!”

A.U.C. Claudio Dancelli A.U.C. Daniele Piombo
Il morto A.U.C. Gianmichele de Leonardis
A.U.C. Roberto Manassero A.U.C. Ambrogio Ciceri
A.U.C. Alvise Checchini A.U.C. Daniele Conti

...e al settimo giorno Dio si riposò." No, dimenticavo una cosa....Be, adesso non c'ho voglia, c'è tempo..." Questi i presupposti. E, parecchi anni dopo, e precisamente il 2 luglio 1996, Lei nacque. La Camerata 10. Quella vera. Si era alla SMALP, in tempi di profondi cambiamenti. Ma, si sa, una volta toccato il fondo si può sempre iniziare a raschiare. Per questo vennero accettati gli individui che, come scritto nella Storia, avrebbero dato vita alla coalizione meno militare che la SMALP avesse mai visto. E che probabilmente mai più vedrà. Fino a quel giorno la Gloriosa, da quel giorno la Furiosa. Braccia rubate al servizio civile, i nostri eroi iniziarono fin dal principio a distinguersi nelle diverse attività. Tra pianti e intenzioni di ritirarsi, primeggiavano nelle marce, furoreggiando addirittura in quelle notturne, riuscendo a distribuirsi equamente, allineati e coperti, tra le squadre che li seguivano. Mirabili nell'addestramento formale, riuscivano a perdere il passo anche in libera uscita. Sbaragliarono poi la concorrenza sotto il piano dei risultati: nei secondi accertamenti vantavano una media di camerata intorno alla 54° posizione. Pare che la classifica dopo i terzi accertamenti non l'abbiano neanche letta. Si distinguevano regolarmente nella pulizia della camerata, apprezzati in questo anche dai loro colleghi che più volte hanno visto ritardata la libera uscita a causa delle sostanze rinvenute nei più disparati anfratti della loro camerata. Da ricordare infine lo stupendo rapporto instaurato con il loro C.te di Plotone, che non esitò a definire l'allegra combriccola "la camerata delle minchie", presumibilmente in riferimento alla ragguardevole dimensione media dei loro organi riproduttivi. Forse la 6° camerata (cammaretta, per gli amici) del 164° AUC non rimarrà scolpita nella storia della SMALP. Quello a cui tenevano, e che hanno ottenuto, era che rimanesse in quella di ognuno di loro.

Allievi Ufficiali di Complemento

Daniele Piombo: Piombi, ciùngiu, Supergiù (forse, cioè, sinceramente, nel senso...)

È indiscutibilmente il personaggio più famoso di tutta la prima Compagnia se non di tutto il Battaglione AUC. Non esiste alpino che non lo conosca. Si narra che durante un turno di guardia, preceduto dal Capoposto che lo portava a sostituire una sentinella, si è sentito rispondere: “Piombo avanti; Capoposto ALT”. È famoso inoltre per essere uno molto loquace (o logorroico). Molto apprezzato per la sua capacità di esprimere un concetto di due parole, arricchendolo con altre trecento. Un giorno, dovendo dare un ordine per mandare al compagnia in afflusso mensa (bastava un: “Eseguire quanto detto”) ha impiegato un pochino di tempo in più del solito lasciando gli allievi agonizzanti a terra con i crampi allo stomaco. A Londra sono esplose tre bombe in pieno centro. Scotland Yard ha subito imputato la colpa ai terroristi nordirlandesi. Errore madornale. Erano le bombe che non sono state viste cadere da nessuno, sparate dal Piombo sul Vallone dell’Orgere durante la scuola tiri mortai. Piccolo errore di coordinate.

Top
Claudio Dancelli: Darcelli, Dondelli, Spartaco, ma soprattutto Super Yagla

Manco c’avesse un cognome polacco! Eppure non esiste Ufficiale Superiore in grado di pronunciarlo. Si tratta dell’anima artistica della 1° Compagnia, nonché autore-ideatore del cartellone del 164°. Ha subito una metamorfosi impressionante durante il corso: all’inizio era l’allievo più meticoloso della Scuola; ha deciso quale ordine noi poveri altri principianti dovevamo tenere negli armadietti della camerata: avevamo allineate e coperte anche le macchie del berrettino policromo. Alla fine si è trasformato in un disastro totale: affardellamenti notturni, sempre ultimo ad andare a letto, fautore dei più grandi imboscamenti dei vari materiali negli angoli più occulti e nascosti dell’armadietto. Di lui si ricordano ancora le gesta eroiche con il grande Coppolillo. Una frustrazione enorme tuttora lo attanaglia: il mancato inquadramento topografico del Menouve alto d’innanzi a sua Maestà Comandante della Scuola Militare Alpina Signor Generale Luigi Fontana. Non si rende conto di quanta merda si è risparmiato.

Top
Gianmichele de Leonardis: Deleo, Dele, Gimmi, Deleonardo e Superscazzo

Dall’inizio del corso lo si è visto trasformare in un barilozzo. Strano però!!! Non ha mai superato la soglia delle 18 merendine durante le pause spaccio!! È l’uomo di tendenza della camerata, il discotecaro. Non si potrà mai scordare il primo contrappello, in cui, in piedi davanti al proprio posto branda, ci pareva di avere a fianco l’Ivan Cattaneo dei tempi migliori , l’Alberto Camerini di “Danz Bambolina”. Mentre noi tutti eravamo intenti a lucidare gli stivaletti da lancio per il giorno successivo, lui ci abbagliava con il riflesso dei suoi anfibiazzi da discoteca. Da apprezzare la generosità che lo ha sempre contraddistinto durante tutto il corso: ha distribuito Khilate di nutella a tutta la camerata.

Top
Il letto del morto detto anche letto del fantasma (Casper)

Sta di fatto che ci ha rotto le palle più che se ci fosse stato qualcuno. Era il posto preferito dagli Ufficiali per andare a scovare la polvere durante i contrappelli.

Top
Ambrogio Ciceri: Cecchini, Mimmo e Supergiovane

Trattiamo qui del soggetto più carismatico della camerata e forse del quarto plotone. Il nostro ha cominciato l’esperienza aostana con atteggiamento prudente, per poi, evidenziare gradualmente la sua cristallina qualità di imboscato naturale. Autore del motto: “VOLONTARI MAI!!!”, viene ricordato per l’eleganza con cui si rivolge ai superiori: “Comandi, potrei andare a pisciare?”, e per la straordinaria vena di barzellettiere pre-contrappello. Mimmo verrà comunque santificato e fatto martire per la leggendaria nottata di Trois Villes, passata a vagare, in uno stato di trance ipotermica, per i boschi di querce alla ricerca di un riparo. Tutto tremante il bell’Ambrogio non riuscì a fare di meglio che addormentarsi appoggiato al proprio zaino senza per altro usare il sacco a pelo che vi era affardellato. Alla camerata resterà la curiosità suscitata dai racconti dei suoi viaggi e soprattutto delle mitiche “amiche di fava”, sorta di sibille sessuali presso cui il grande Mimmo sfogava i suoi smodati appetiti sessuali. Concludeva l’esperienza di allievo ufficiale con la redazione del presente capitolo del Numero Unico, opera nella quale consumava le residue energie mentali e perdeva per sempre l’equilibrio psicologico.

Top
Roberto Manassero: Manassa

Il primo giorno: “Ragazzi, sto male. Voglio andare via. Questa vita non fa per me.” Qualche settimana dopo: “AAAl’attacco!!! Ammazziamoli, facciamoli a pezzi, distruggiamoli, polverizziamoli quei bastardi comunisti!! Si tratta di un fuciliere mancato; un vero Kombat. Tutto ciò assume ancora più valore se si pensa al fatto che dorme mezz’ora al giorno, porta sempre la corda e gli fa male un ginocchio. Quando al mattino l’allievo da’ il : “SVEGLIA PRIMA COMPAGNIA!!”, allo GNIA lui si è già fatto la barba senza tagliarsi (anche perché ha 4 peli messi in croce). La vera sveglia alla compagnia è il roteare delle sue ciabatte per il corridoio. È molto calmo e per niente irrascibile: una volta voleva fare a pezzi il diplomatico Piombo poiché aveva imprecato. Al di là della sua perenne agitazione, esiste una seconda faccia della medaglia, ovvero lo stato di Manassero OFF: lo zombie, la mummia che dorme sotto il letto avvolta nella coperta con il fazzolettino sugli occhi.

Top
Daniele Conti: Conto Conti, Supernaja

Fedele compagno di fiesta, snickers, mars, m & m’s, bounty, kinder delice etc etc. Super naja non lo sa ma lo spaccio ha comprato il bancone nuovo grazie alle sue consumazioni. È uno di poche parole ma pungenti. Si può dire che non spreca fiato, neppure durante la muta di guardia; un ALTO LA CHI VA LA è più che sufficiente; guai dirne un secondo!; “Tanto l’Ufficiale di Picchetto non la fa l’ispezione!!!” Sarò più chiaro: un evento storico è stata l’ispezione della muta di cui faceva parte (insieme a mamma Baralis) da parte dello Sten Ghisetti, il quale, arrivato ad un palmo di naso dalla sua faccia, si è sentito dire: “Comandi”. Vuoi mettere un COMANDI con un ALTO LA CHI VA LA! Sono ben 4 parole in più! Il buon Conto è anche l’inventore di un nuovo ordine, al tuonare del quale neanche lo Sten Zampa ha saputo trattenere le risate durante una rivista camerate: “Allievo, AT TENTO!” La sua originalità si è dimostrata anche quando, nel ruolo di capoposto durante l’alza bandiera, voleva sotterrare la bandiera anziché innalzarla. Tutta colpa delle carrucole!

Top
Alvise Checchini: Ciceri, Giggi e SuperYagla Jr.

È il chitarrista del coro di Don Guido e una delle voci più potenti della compagnia. quando si va marciando e cantando verso la cerimonia dell’alzabandiera, canta talmente forte che fa chiudere gli otturatori di tutti i FAL dell’armeria. Vi siete mai chiesti perché il Fal si riconsegna con otturatore aperto e sicura inserita, ma poi lo si ritira con otturatore chiuso e per giunta scarico? Memorabile è stato il suo RITTI all’armadietto congelandosi nella posizione in cui si trovava poiché stava pulendo lo stesso (allora ancora lo faceva), dando completamente le spalle all’ufficiale. Sempre ultimo alla sveglia non trovava rivali in fatto di velocità allorquando si parlava di libera uscita. Il suo dito mignolo ha un diametro di 45 cm, perciò provate ad immaginare cosa succede quandi solleva quello medio verso gli ufficiali ignari: viene oscurato completamente il sole di mezzogiorno.

Top